Ragazzi madre
“… nasciamo infranti, gusci incompleti nel grembo dell’attesa. Ci modelliamo con il tempo, scolpendo pezzi mancanti, cercando la nostra integrità. Ma se soli non bastiamo, ci arrendiamo ai labirinti dei sospiri altrui. Incagliati in abbracci casuali, e vi troviamo rifugio. In questo gioco di parti mancanti, siamo solo parti, o solo mancanti”. Ragazzi madre racconta un lento e doloroso processo di emersione identitaria; il protagonista, Gennaro, è un ragazzo sensibile, efebico, immaginifico, intrappolato in una vita misera e in un corpo che non gli appartiene. L’infanzia segnata dalla povertà, orfano dell’amore materno, Gennaro cresce con un padre violento, consumato dall’alcol e dal lavoro della terra, e con uno zio i cui sguardi lascivi sono promesse di morte. E la morte arriva, ma Gennaro sopravvive. Dalle colline casertane a Roma è un viaggio breve ma evolutivo: la confusione e la colpa si diradano, il confine tra immaginazione e realtà si assottiglia e dalle ceneri di Gennaro nasce la fenice Carmela. Un romanzo di formazione intenso e visionario, lirico e carnale, che trasforma il dolore di uno in un corale atto politico, dando voce a chi, per generazioni, è stato costretto al silenzio.
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