Sottopelle
Ci sono libri che si leggono e libri che si attraversano. Sottopelle di Erika Marchioro appartiene senza dubbio alla seconda categoria: non si limita a offrire una raccolta di testi poetici, ma costruisce un vero e proprio percorso di discesa nell’interiorità, un viaggio che parte dalla frattura e dall’esposizione della vulnerabilità per approdare, gradualmente, a una forma di riconciliazione con sé e con il mondo. La silloge si configura come una narrazione poetica frammentata ma coerente, organizzata in sezioni che già dal titolo – Senza pelle, Nella pelle dell’altro, La pelle nuova, Oltre la pelle – suggeriscono una progressione esistenziale: dallo scorticamento emotivo alla ridefinizione identitaria. Erika Marchioro possiede una scrittura fortemente corporea e sensoriale. In particolare, la pelle non è semplice elemento anatomico ma metafora totalizzante dell’identità, del confine tra sé e altro, del trauma e del desiderio. È membrana psichica, luogo di contatto e di esposizione, superficie su cui si imprimono memoria, dolore, eros e trasformazione.
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