Paulo Nazareth. Ediz. italiana, inglese e francese
Da oltre quindici anni percorre metodicamente le Americhe e il continente africano, camminando per lo più a piedi nudi per calpestare sempre lo stesso suolo e rendere omaggio ai suoi antenati in schiavitù, privati delle calzature come simbolo di sottomissione. Questa sua pratica di performance continua rivela come la cartografia coloniale e il razzismo sistemico abbiano plasmato i paesaggi della modernità. I viaggi deliberati e lenti dell’artista trasformano gli spostamenti in una forma di narrazione, rivelando come il movimento incida storie nei corpi, nelle lingue e nei confini. Il volume riunisce i contributi testuali di personalità attive in vari campi tangenti all’indagine artistica di Nazareth, quali Johny Pitts, Gabriela de Matos e Philippe Rekacewicz, e una serie nutrita di vedute della mostra veneziana.
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