Nostalgia dei dinosauri
È facile trasformare l’evoluzione del singolo in involuzione per il creato, spacciata per progresso: più corriamo verso il futuro, più sfasciamo la baracca. A Lord Byron abbiamo preferito Amadeus, a Ildegarda di Bingen le Kardashian, a Pietro il Grande Giorgia la piccola. In un tempo in cui le icone del passato e i protagonisti della contemporaneità si trasformano in mostri mitologici fraintesi e derisi, Nostalgia dei dinosauri sfida il lettore a riscoprire il valore del dissenso e del cambiamento, guidandoci in questo sussidiario meticoloso e affilato, composto da tutte le materie in cui siamo stati rimandati a scuola, alle quali si sono aggiunti i tic nervosi, i desideri inespressi, gli improperi, gli sfoghi cutanei e sottocutanei della maturità . Dalla nostalgia tossica per epoche idealizzate al punto da mandare all’aria decenni di battaglie per la propria libertà , alla funzione omeopatica della comicità ; dalla musica come nuova famiglia – un’educatrice silenziosa che plasma affetti, pensieri e appartenenze –, passando per le architetture effimere delle nostre città , in cui le periferie sono stanche di essere «rivalutate», fino all’arte contemporanea come esperienza di emarginazione del suo fruitore, considerato troppo normale per poterla comprendere. Con ironia e ferocia, Arianna Porcelli Safonov attraversa le contraddizioni del presente, della memoria collettiva e dell’identità , ricordandoci con maestria che l’umorismo sa affrontare i grandi temi che edificano l’esistenza umana, piuttosto che abbrutirla.
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