Venezia austriaca

Venezia austriaca

Venezia è stata austriaca dal 1798 al 1866: meno di sessant’anni, interrotti prima dal dominio napoleonico, poi dalla rivoluzione di Daniele Manin. Anni non facili per l’ex capitale di una millenaria Repubblica, il cui ricordo aleggia incancellabile su una quotidianità segnata dalla decadenza economica e sociale ma anche dalla vitalità delle arti e della cultura, e percorsa da fermenti che proromperanno nella gloriosa tragedia del 1848-49 e nella contestazione dell’ultimo periodo. La prima parte del libro rievoca le vicende di Venezia dalla caduta della Serenissima al plebiscito del 1866. Nella seconda Zorzi traccia con la consueta verve narrativa il profilo dei protagonisti, dall’imperatore all’amministrazione, dalla polizia alla marina, dalle classi sociali al clero, agli artisti, agli scrittori, agli scolari, ai cittadini colti nella loro realtà d’ogni giorno. Non mancano al quadro i patrioti e le spie, i personaggi del dissenso e gli “austriacanti”. Ma l’era austriaca coincide con l’età romantica: ecco dunque una folla di “forestieri” straordinari, da Byron a Shelley, dagli ultimi Borboni di Francia a Richard Wagner, a George Sand e Alfred de Musset. Coincide, anche, col tempo dei trionfi di Verdi, di Donizetti, di Mercadante (e della “divina” Maria Taglioni) al Gran Teatro La Fenice, e di Maria Malibran in quello che le verrà dedicato.
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