Nessuno muore sulla terra

Nessuno muore sulla terra

Che ne è di un feto dopo l’aborto? Ci siamo mai posti questa domanda? Non prima del 2020, anno in cui due donne di Roma trovano delle croci di alluminio con il loro nome e cognome, e lo denunciano sui social. Questo libro riparte da quelle croci del cimitero flaminio, dove le tombe vanno indietro di decenni e sono migliaia: una norma di cui nessuno sembrava a conoscenza, che obbliga a seppellire i «prodotti abortivi» oltre i 5 mesi di gravidanza. La rivelazione delle donne di Roma fa emergere la realtà dei cimiteri di feti in decine di città, con nuove denunce. Gabriele Barbati la ricostruisce attraverso documenti e testimonianze dirette.
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