Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia

Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia

Giustizia e politica. Clima da resa dei conti, alla vigilia di un referendum tra i più importanti degli ultimi trent’anni. Confermare o bocciare la riforma costituzionale a firma Meloni-Nordio? La posta in gioco è alta. Il testo non si limita a separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Che è già un dato di fatto. Ambisce a mutare l’equilibrio tra poteri dello Stato e a liberare la politica da ogni controllo. Smantella quelle garanzie volute dai costituenti nel 1948, per affrancare i magistrati da qualsiasi condizionamento e creare i presupposti per renderli imparziali. I sostenitori del “sì” promuovono un’idea di magistratura allineata alla maggioranza di turno. Affermano che avremo una giustizia più efficiente. Sarà così? Saremo tutti uguali davanti alla legge? Ci saranno argini all’arbitrio di chi comanda? Sono gli interrogativi a cui rispondono i due autori, anche richiamando leggi introdotte negli ultimi anni, processi della storia passata e recente, esperienze di altri Paesi e opinioni che fanno discutere l’Italia dai tempi di Mani pulite.
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