Lucian Freud. Il corpo e il segno

Lucian Freud. Il corpo e il segno

Tra arte e psicoanalisi, Gaetano Romagnuolo attraversa la figura complessa e controversa di Lucian Freud per indagare il punto in cui l’atto artistico incontra la fugacità dell’esistenza. La sua pittura si configura come una «scrittura della carne», dove il gesto pittorico incide, stratifica e trasforma il corpo in una superficie viva, attraversata da tempo, memoria e inconscio, e il ritratto, lungi dall’essere imitazione, si fa evento, in cui il soggetto si confronta con la propria alterità e vacilla ogni stabilità identitaria. Pur prendendo le distanze dall’eredità del nonno Sigmund, Lucian ne riattiva l’interrogazione più radicale. Un artista non dichiaratamente freudiano, ma tale nel senso più profondo: capace di far cadere ogni sembiante e condurre lo sguardo fino alla verità irriducibile del corpo. Prefazione di Ida Stella Riccio.
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