Edvard Beneš e Jan Masaryk. Due protagonisti dell’Europa democratica di fronte alle dittature (1938-1948)
Eletto nel 1935 alla successione del suo maestro, Tomáš G. Masaryk, nel ruolo di presidente della Repubblica, Edvard Beneš fu costretto a capitolare davanti al Diktat di Monaco, in cui Mussolini si atteggiò a protagonista della scena diplomatica europea. Il secondo dopoguerra segnò poi il destino della democrazia cecoslovacca, stretta tra l’espansionismo sovietico e il progressivo disimpegno delle potenze occidentali. Jan Masaryk, ministro degli Esteri, visse in prima persona le drammatiche contraddizioni della politica internazionale degli anni Quaranta. Cosmopolita e brillante diplomatico, difese con passione e fiducia il futuro del suo Paese, diventando una figura amatissima grazie ai messaggi che, durante la guerra, trasmetteva settimanalmente ai suoi concittadini dai microfoni della BBC. La sua morte, avvenuta nel marzo 1948 sul selciato del cortile di palazzo Černín a Praga, sotto la finestra della sua stanza, segnò la definitiva spaccatura del Continente e l’inizio della Guerra Fredda. Fu suicidio o omicidio?
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