Il terzo braccio di Regina Coeli
Il 14 marzo 1944, il giornalista Italo Zingarelli – figlio del celebre autore del Dizionario della lingua italiana – viene arrestato dai tedeschi e condotto nel terzo braccio del carcere romano di Regina Coeli, un’area interamente requisita dai nazisti e dunque sottratta alla giurisdizione italiana. Durante la detenzione, Zingarelli annota la quotidianità nel carcere: dagli interrogatori alle messe celebrate da don Giuseppe Morosini, fino agli incontri con le figure chiave della Resistenza romana, come Paolo Buffa, Enrica Filippini-Lera, Paolo Petrucci, Vera e Cornelio Michelin-Salomon. Pagina dopo pagina, prende forma un quadro dettagliato della sconvolgente brutalità nazista, ma anche del clima di solidarietà che lega i prigionieri. Tra i passaggi più significativi, vi è il racconto del 24 marzo 1944, quando i soldati tedeschi trascinano 335 detenuti, di cui 75 ebrei, nelle Fosse Ardeatine. Ora riproposto in una nuova edizione curata da Massimo Sestili – corredata di lettere, documenti e fotografie – Il terzo braccio di Regina Coeli offre una testimonianza diretta delle atrocità subite da partigiani ed ebrei durante l’occupazione nazifascista e della tenacia di chi ha lottato per riportare l’Italia tra i Paesi democratici.
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