Il testamento di Emanuele

Il testamento di Emanuele

In un’Italia segnata dalle legislazioni razziali, Emmanuele Hoffmann, pianista torinese di fama internazionale con famiglia di origini ebree, rievoca, nel suo secondo volume, l’Olocausto e la deportazione vissuti in prima persona che segneranno profondamente la sua vita e il destino dei suoi cari. Tra il buio dei traumi e degli orrori subiti nella Auschwitz Orchestra, è sempre lei, la musica, vero filo conduttore del racconto, ad apparire come salvatrice, simile a un barlume di luce, come rifugio e salvezza ma anche come maledizione e colpa. La preziosissima testimonianza di Emmanuele pone le basi per un nobile insegnamento che colpisce nel profondo: scegliere la vita alla morte. Solo così è possibile ottenere la vera libertà, come dimostra la frase portante del romanzo: “La mia cultura era la vita, era l’amore. E scelsi quella.”
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