L'apologia del genere umano accusato d’essere stato una volta bestia
L’Apologia del genere umano accusato d’essere stato una volta bestia è un’opera pubblicata dal frate domenicano Bonifacio Finetti a Venezia nel 1768 presso lo stampatore Vincenzo Radici. Il libro ha una gestazione complessa e lascia dietro di sé un dibattito polemico che coinvolge l’autore ed Emanuele Duni, allievo e seguace di Giambattista Vico, intorno alla questione dello stato ferino. L’Apologia è l’ultimo tassello di un insieme di libelli pubblicati da Finetti per attaccare il filosofo napoletano sul tema dell’origine bestiale dell’umanità e costituisce un importantissimo capitolo della storia della fortuna di Vico nel Settecento italiano, per i temi trattati, e soprattutto per le polemiche che intorno ad essi si generano. Essa rappresenta così una testimonianza molto preziosa di quanto Vico e il suo pensiero eccentrico non guardino affatto in maniera attardata al secolo XVII, ma siano tutti proiettati nell’epoca nei Lumi.
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