Il delitto Costa e l'acqua di S. Nicola

Il delitto Costa e l'acqua di S. Nicola

È un breve «giallo», non proprio di quelli della famosa collana Mondadori, non ha questa ambizione. Però ha tutti gli ingredienti tipici di quel tipo di letteratura popolare: un delitto misterioso, indizi e depistaggi, soluzione finale con l’identificazione del colpevole. Il racconto porta il lettore in un contesto insolito, la Sicilia del XVII secolo, del Re «Filippo il Grande» (1).Il «Don Quijote de la Mancha» di Miguel de Cervantes ne è la rappresentazione ironica. Dunque, siamo a Palermo, qui c’è un quartiere malfamato dove vive una fattucchiera la quale coniuga questa attività a quella di prostituta. La richiesta di pozioni «magiche» proviene quasi esclusivamente da clienti donne, anche altolocate. Molti mariti, «ingombranti» per certe mogli, muoiono in modo strano. Le cronache del tempo ne parlano diffusamente, sono delitti quasi tutti rimasti impuniti. C’è un caso in particolare, la morte misteriosa di un Conte a Monreale. Domande: «Chi è l’autore? Qual è Il movente? L’arma del delitto? Chi sono i complici?» Vicenda «pruriginosa» da «cronaca nera», giornalisticamente parlando, oggi.
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