Umanesimo e resistenza. Storie di altri piccoli maestri

Umanesimo e resistenza. Storie di altri piccoli maestri

Il ricordo di Giorgio e Renato, amici oltre che compagni di liceo e di università - avevano entrambi scelto la facoltà di medicina - era fin qui rimasto vivo solo all'interno di una cerchia familiare che si andava via via restringendo. Partendo dal diario, dall'ultima splendida lettera di Giorgio ai genitori e dagli intensi biglietti scritti da Renato, fortunosamente usciti dal lager di Bolzano prima della partenza per Mauthausen, è stato possibile ricostruire tutto un mondo apparentemente "piccolo", che ci racconta qualcosa non solo del fermento culturale, politico, morale che animava negli anni quaranta del secolo scorso la provincia vicentina, ma della vitalità che imprevista e imprevedibile esplose alla fine del tragico ventennio in tutto il Paese e che rese possibile quel fenomeno straordinario che va sotto il nome di Resistenza. La saldatura tra l'impegno religioso che aveva caratterizzato le loro vite e la prassi antifascista fu resa possibile da una attitudine a cogliere la dimensione etico-politica dell'esistenza che condividevano con esponenti dell'azionismo vicentino come Antonio Giuriolo e Licisco Magagnato, cui erano stati avviati dal magistero del loro professore di filosofia Mario Dal Pra.
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