Apici dei laconici
Accolta fin dagli esordi da Giovanni Raboni, la poesia di Marco Ceriani occupa da oltre trent’anni un posto appartato e inconfondibile nel panorama contemporaneo. Non una scrittura “oscura”, ma una lingua che chiede tempo e attenzione, aperta alla moltiplicazione dei significati e capace di sorprendere e inquietare proprio per la sua radicale alterità. Il lettore è invitato a un percorso di ascolto: tra suoni, immagini e metafore, ogni inciampo può diventare occasione di sosta e di riconnessione dei frammenti di senso, in un’esperienza di lettura insieme esigente e generosa. In questo volume vengono riproposti due tra i libri più importanti e apprezzati di Ceriani, da anni irreperibili: "Lo scricciolo penitente" (2002) e "Memorirè" (2010). A seguire, una silloge di inediti appartenenti alla stessa stagione di ricerca, incentrata sulla metrica chiusa e sul verso lungo, dal passo prosastico ma attraversato da improvvisi bagliori. In chiusura, un testo inedito di Raboni offre una testimonianza autorevole e rilancia un dialogo critico e poetico che resta aperto.
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