Recinti di carta

Recinti di carta

La poesia civile di Angelo Puma nasce e si fa segno in un mondo sospeso tra il disfacimento, il bisogno di riscatto e la speranza. Nei suoi testi si percepisce bene la coscienza profonda dell’uomo e del poeta che ha vissuto e vive a cavallo di due secoli. Questo inevitabilmente ne caratterizza lo sguardo, la capacità di lettura dei codici e i segnali di cambiamento. Angelo Puma è uno dei depositari internazionali, attore e testimone di un processo che si è stratificato nella coscienza profonda di quella generazione, lontana da superficialità e letture sommarie della vicenda umana, della sua complessità storica, filosofica e antropologica. Una generazione scomoda in un tempo di revisionismo e ribaltamenti della storia. C’è un meta messaggio non dichiarato ma che fa da ossatura, la grande lezione del secolo che stiamo imparando a conoscere a nostre spese: o ci salviamo tutti o non si salva nessuno. [...] Dalla prefazione di Tania Malta
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