Carlos Gardel. Il tango a Napoli

Carlos Gardel. Il tango a Napoli

“– Cos’è il tango? Quando è arrivato il Tango Canción, con dentro solitudini, amori difficili, coltellate di guappi e tanto altro, sono nati i poeti dell’umiltà del popolo di Buenos Aires, e dovunque si ascoltava un ‘bandoneón’ che modulava tango, melodie di vite arrivate da porti lontani. Questa mescolanza di razze che diedero origine al ‘porteño’ trovò la sua forma musicale nel mio ‘Tango-Canción’. Non basta avere la voce più melodiosa per intonare un tango. No! Bisogna sentirlo e viverne lo spirito. Io lo vivo, lo sento nel dolce sguardo di una donna bella ed elegante che mi vede passare velocemente sulla mia voiturette; so di essere il Tango quando uscendo dall’ippodromo i ragazzi mi seguono con lo sguardo sorridendomi. So che è un omaggio al Tango. Io sono per loro il Tango “Yo soy el Tango”. E la cosa mi piace molto, perché così sono più ‘criollo’, più argentino. Anche se canto una dolce canzone francese, anche se canto “Comme se canta a Napulè” in lingua napoletana, so di essere il cantante di tango in prestito per interpretare altre canzoni, altre melodie. Io sono per loro il Tango”. Carlos Gardel (settembre 1933)
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