Lo specchio americano. Lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti

Lo specchio americano. Lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti

C'è stato un tempo in cui per un giovane cinese mangiare pollo fritto da KFC a Pechino era un atto di trasgressione, e guardare Titanic al cinema significava sognare un futuro come quello di Los Angeles. Per decenni, la Cina ha osservato gli Stati Uniti con una fascinazione magnetica, un misto di desiderio e complesso d'inferiorità. L'America non era solo un partner o un nemico: era lo specchio in cui la Cina cercava la propria immagine riflessa per capire cosa sarebbe diventata «da grande». Oggi quel mondo è finito e quelle immagini sono cambiate. In un presente in cui tutti si affannano a decifrare le ambizioni di Pechino, per capire dove stia andando la Cina dobbiamo capire cosa pensano i cinesi dell'Occidente. In queste pagine, Simone Pieranni ci accompagna nel complesso rapporto fra i due Paesi, ripercorrendo oltre un secolo di relazioni culturali: dall'epoca di Mao alla Guerra Fredda, dalle riforme di Deng Xiaoping al «sogno cinese» di Xi Jinping, fino alle sfide dell'intelligenza artificiale. Ne emerge un sentimento ambivalente di amore e odio, e una lunga fascinazione della Cina nei confronti degli Stati Uniti, talvolta con effetti paradossali, come nel caso dei giovani cinesi che guardano con simpatia a Trump e al fenomeno MAGA. Una fascinazione che, tuttavia, negli ultimi anni è cambiata: la Cina è passata dall'essere uno dei Paesi più poveri al mondo a divenire una superpotenza, e in questo percorso l'America è sempre stata lo specchio in cui cercarsi, il gigante da sfidare e, forse, da superare.
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