Il villan rifatto

Il villan rifatto

In questa versione del "Villan rifatto", apparsa nel 1945, fra traduttore e tradotto corre un rapporto di indubbia simpatia. Certo, mentre nell'opera di Bonsanti l'analisi prevale sulla trama, il testo settecentesco si presenta come un romanzo di formazione, e in quanto tale verte sul mutamento del protagonista attraverso una serie di peripezie. Tuttavia, nella Nota, è il traduttore a precisare che il realismo marivaudiano "in gran parte consiste in una stupita attenzione ai fatti della psicologia (quasi una scoperta), ai momenti dell'umore se non proprio dell'animo". La cura dell'orchestrazione, l'ininterrotto esame di coscienza dell'io narrante, l'estremo dilatarsi dell'azione (si ricordi che l'intera vicenda occupa lo spazio di poche giornate), potrebbero davvero corrispondere a quel "grafico di avventure interiori" in cui Contini scorse uno dei tratti dominanti di Racconti militari. [...]Con una dedizione e uno scrupolo ammirevoli (e come non pensare agli anni, spaventosi, in cui veniva svolto questo compito?), Bonsanti aderisce all'originale dando prova di un rispetto assoluto. Valerio Magrelli
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