Pene d'amor perdute

Pene d'amor perdute

Un gruppo di giovani uomini stringe un patto goliardico e doveristico, esplicitamente orientato verso la negazione della sola possibilità di un incontro con l'altro sesso. Ma una corte di giovani donne, piene di grazia e di malizia, immancabile fa capolino. Shakespeare tratta il tema del confronto tra i due sessi, il piú arduo e fecondo degli incontri possibili, attraverso un dispositivo articolato e perfettamente consono alla struttura della commedia. In uno spazio e un tempo d'azione solo all'apparenza rilevanti, ma in realtà del tutto strumentali ad avvalorare la componente tutta mentale del fronteggiamento, a fare da padrona è la macchina del linguaggio. Il linguaggio, sí: caleidoscopio mirabolante e cangiante a seconda degli umori, le tensioni, le esitazioni, i colpi di scena. "Una giostra di parole" che si dimostra l'unica, incontestata protagonista di questa semi-farsa sui malintesi e le schermaglie di cui l'amore - che sia vissuto, sublimato o represso - deve comunque, fataltmente nutrirsi.
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