Cade la notte

Cade la notte

All’inizio c’è una fermata dell’autobus. Un ragazzo e una ragazza scambiano qualche parola, sanno di pioggia e di desideri immaturi. Si rivedono, si innamorano. A entrambi piace ridere di cose stupide, guardare film sul computer, fare sesso. Roberta cova sogni letterari, Michele si vede in un futuro da biologo: sono l’unione di due fragilità che si puntellano l’un l’altra e che faticano a trovare il proprio posto nel mondo. Quando vanno all’estero, nella Francia rurale dove lui ha vinto una borsa di studio, stare insieme è semplice, ma poi sono costretti a rientrare in Italia, in una Catania che di tipicamente siciliano ha solo la mancanza di offerte. Michele convince Roberta a trasferirsi lontano dalla città, in una vecchia casa. Sembra il luogo in cui prendersi cura di tutto, volersi bene, ma la casa odora di cantina, gli infissi sono gonfi di umidità, crepe, tarli, e se Michele vede già le pareti tinteggiate e una vita nuova, Roberta sente invece la presenza dei corpi che ci sono passati, la materia che trattiene e non lascia andare. La notte scende sulle promesse e ne cambia la forma. Per non farsi inghiottire dal buio, Roberta è costretta ad accendere un faro su ciò che vuole per sé e, finalmente, seguirlo. Un amore giovane alla prova del tempo, che logora, strappa e ricuce, sino al punto in cui si toccano i propri confini: affinando la sua scrittura densa e immaginifica e la capacità di entrare senza sconti nell’animo dei personaggi, Lorena Spampinato esplora la fragilità dell’amore e la difficoltà dello stare in coppia delle nuove generazioni, scrivendo così il suo romanzo più maturo.
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Lorena Spampinato