Mein Kampf. Ediz. critica

Mein Kampf. Ediz. critica

Perché, oggi, un'edizione critica di Mein Kampf? La risposta è insieme semplice e universale: perché la conoscenza è sempre meglio dell'ignoranza e della censura, anche (e forse soprattutto) quando si applica alla più tragica e tremenda delle realtà. Per molto tempo infatti su quest'opera è calata l'ombra di un effetto-rimozione nutrito di imbarazzo, disgusto, comprensibile voglia di dimenticare. Ma continuare a ignorare Mein Kampf non rimuove i meccanismi e le cause che lo hanno reso storicamente importante e che, invece, continuano a proliferare e a fare proseliti. Il libro di Adolf Hitler ha dato una soluzione semplice e comoda – anche se falsa – alle paure di tanti, scagliandosi contro un capro espiatorio. Combattere queste ideologie e paure non è facile, bisogna mettere in campo pensiero e razionalità facendoli prevalere sull'istinto. È quanto Marcello Flores e Giovanni Gozzini riescono a fare in una nuova edizione critica integrale di questo libro maledetto, di cui Roberto Venuti offre una traduzione non addomesticata e scrupolosissima: i due curatori ricostruiscono il tempo della vita di Hitler in cui venne scritto e il tempo della società tedesca nella quale fu venduto e letto. Il risultato è uno studio meticoloso e approfondito, un'opera capace di riempire un vuoto decisivo nella storiografia per comprendere meglio le tragedie del passato e per accendere i riflettori su pulsioni irrazionali e regressive, così da riconoscerle e non trovarsi impreparati quando torneranno a mostrarsi minacciose davanti ai nostri occhi.
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