Un mondo già di ieri. Storici, diplomatici, giornalisti e la dissoluzione dell'impero asburgico
Gli storici europei di Otto e Novecento hanno legittimato gli Stati nazionali costruendo narrazioni identitarie. Questo libro indaga coloro che, al contrario, contribuirono a «distruggere» comunità politiche. Ovvero storici, giornalisti, intellettuali prestati al servizio diplomatico - Robert W. Seton-Watson, Henry Wickham Steed, Lewis B. Namier - che, considerati gli esperti migliori della politica asburgica, a inizio Novecento furono chiamati dal governo britannico a programmare l'assetto futuro dell'Europa; e divennero protagonisti dell'«uso pubblico» della storia, trasformandola in uno strumento per influenzare decisioni strategiche e percezioni pubbliche nei momenti cruciali della Grande guerra e durante le trattative di pace a Parigi. Negli stessi anni, alcuni intellettuali austriaci come Josef Redlich - l'altro protagonista del libro - cercarono disperatamente di spiegare perché il loro mondo dovesse sopravvivere senza dissolversi in Stati nazionali più piccoli.
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