Il compleanno della grammatica. Contenuti e fortuna delle «Prose» di Pietro Bembo

Il compleanno della grammatica. Contenuti e fortuna delle «Prose» di Pietro Bembo

Le Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua di Pietro Bembo hanno compiuto 500 anni. Una ricorrenza molto celebrata per la straordinarietà dell'opera che ha esercitato un ruolo fondamentale nella storia non solo dell'italiano, ma anche dell'Italia stessa. In assenza dell'unità politica che in Francia aveva fatto del dialetto della capitale la lingua di Stato, e in assenza della coesione socioculturale che in Germania stava rendendo lingua comune dei tedeschi quella usata da Lutero nella sua traduzione della Bibbia, la proposta formulata da Bembo nelle Prose promosse a lingua comune degli italiani quella usata da Boccaccio e da Petrarca nelle loro opere. Grazie al successo di quell'indicazione, l'Italia, ben prima di diventare una repubblica democratica fondata sul lavoro, fu una repubblica aristocratica fondata sulla letteratura. Di questa repubblica Pietro Bembo fu il primo «presidente», e le sue Prose divennero testo fondativo della nostra lingua.
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