Pensare è dire no

Pensare è dire no

Nel 1960 Derrida è un semplice assistente di Filosofia generale e logica alla Sorbona. Per il breve corso che deve intraprendere sceglie come titolo una frase del filosofo Alain: «Pensare è dire no». No a quanto appare evidente, no all’apparenza. Dire no può essere la forte affermazione di un sì detto ad altro. Per dire “no” bisogna volere, ricorda Derrida, e questa volontà sgorga da un’affermazione, quella che dice “sì” al valore e alla volontà stessa di verità. Bisogna dunque, prima di tutto, credere. In altri termini il pensiero prima di poter essere sicuro d'essere pensato, sicuro di essere se stesso, si dice “sì” prima di dire “no”. In questo scritto Derrida si rifà alla grande tradizione greca, oltre che a Heidegger, Husserl e Sartre. È di un sì a sé stessi che anzitutto si tratta, perché, se persisto a rifiutare la tirannia, questa resterà all’esterno, sarà servitù del corpo, vale a dire sarà libertà dello spirito.
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