Rita Pacilio. La parola, la ferita, la preghiera. Ritratto di una voce mistica contemporanea

Rita Pacilio. La parola, la ferita, la preghiera. Ritratto di una voce mistica contemporanea

In un contesto contemporaneo che tende sempre più a trasformare l’esperienza in discorso, a rendere il dolore comunicabile, condivisibile, perfino consumabile, la poesia di Pacilio opera un gesto radicalmente opposto: non traduce completamente, non rende disponibile ciò che attraversa, ma mantiene un resto, una zona di opacità che resiste alla piena integrazione nel linguaggio. Questo resto non è ciò che sfugge per difetto, ma ciò che resta per necessità. È il punto in cui l’opera continua a generare senso senza esaurirsi in esso, il luogo in cui la parola, pur portata al limite, non si dissolve, ma insiste. In questa prospettiva, anche la preghiera, lungi dall’essere una risposta, appare come la forma più esigente della domanda: non perché chieda qualcosa che possa essere dato, ma perché espone il soggetto a una relazione che non garantisce reciprocità, che non promette soluzione, e che proprio per questo non può essere ridotta a funzione consolatoria. Ciò che emerge, allora, non è una definizione conclusiva dell’opera di Rita Pacilio, ma una ridefinizione della funzione stessa della poesia. (Vincenzo Guarracino)
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Giacomo Leopardi. L'infinito e altri canti-El infinito y otro cantos
Giacomo Leopardi. L'infinito e altri can...

Vincenzo Guarracino, A. M. Pinedo Lopez
Angeli nel cielo del Cilento
Angeli nel cielo del Cilento

Vincenzo Guarracino
Per Salvatore Quasimodo
Per Salvatore Quasimodo

Curzia Ferrari, Cesare Cavalleri, Vincenzo Guarracino