L'inganno della morte cerebrale. Trapianti, eutanasia e una nuova antropologia

L'inganno della morte cerebrale. Trapianti, eutanasia e una nuova antropologia

Che cos’è la morte? Per secoli la risposta è stata evidente: la cessazione di tutte le funzioni dell’organismo umano. Oggi, invece, la morte può essere dichiarata mentre il corpo è ancora caldo, il cuore batte, il sangue circola e l’organismo mantiene un’evidente unità biologica. Con l’introduzione del criterio della cosiddetta morte cerebrale, la medicina ha smesso di constatare la morte per iniziare a deciderla. Un essere umano può essere dichiarato morto non perché il suo corpo lo sia, ma perché alcune funzioni cerebrali risultano assenti secondo protocolli stabiliti a tavolino. È su questa base che si fonda l’intero sistema dei trapianti da donatore a cuore battente. Dalla Commissione di Harvard al transumanesimo, dal silenzio-assenso alla propaganda del dono, fino ai “risvegli impossibili” che incrinano la presunta infallibilità del sistema, il libro mostra come la morte cerebrale non sia un dato scientifico neutro, ma il sintomo di una trasformazione profonda: la riduzione della persona a funzione, del corpo a risorsa, dell’essere umano a strumento di mercato. Si tratta insomma di una fase essenziale del processo di post-umanizzazione della creatura razionale.
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