Ma come si fa a pensare? Diario di un maestro di filosofia

Ma come si fa a pensare? Diario di un maestro di filosofia

Ma come si fa a pensare? Diario di un maestro di filosofia: La filosofia, praticata attraverso la curiosità e gli occhi dei bambini, si è rivelata essere uno straordinario strumento per stimolare nei cittadini di domani la possibilità di una veglia critica sul presente e di un'attenzione sempre attiva e propositiva nei confronti degli altri e del contesto che li circonda. Piccoli peripatetici che, insieme, imparando a pensare e ad agire "da grandi", immaginano mondi e prospettive apparentemente astratte e lontane, ma in realtà quanto mai necessarie per una crescita sana e responsabile. Si tratta dell'utopia socratica di un'oralità lasciata a se stessa, di un insegnamento che è fatto soprattutto di ascolto, di una maieutica intimamente orientata all'infinito e libero aprirsi del dialogo. Il libro tenta di raccogliere le tracce di ciò che via via è stato disseminato, senza naturalmente pretendere di raccontare fedelmente ciò che in quelle irripetibili situazioni insieme ai bambini si è di volta in volta creato e condiviso. Come tentare di forzare, in qualche modo, il divieto socratico, quell'impossibilità di riportare in scrittura la viva e aperta oralità del dialogo filosofico, che i piccoli allievi hanno scoperto, e fatto scoprire, in tutta la sua bellezza. Nota introduttiva di Michele D'Ignazio. The philosophy, practiced through the curiosity and the eyes of the children, has proved to be an extraordinary tool to stimulate in the citizens of tomorrow the possibility of a critical vigil on the present and of an always active and proactive attention towards And the context around them. Small Peripatetics that, together, learning to think and act "as great", Imagine worlds and perspectives seemingly abstract and distant, but in reality what is necessary for healthy and responsible growth. It is the Socratic utopia of an orality left to itself, of a teaching that is mainly made of listening, of a maieutic intimately oriented to the infinite and free opening of the dialogue. The book tries to gather the traces of what has been disseminated, without of course pretending to faithfully tell what in those unrepeatable situations together with the children has been created and shared from time to time. How to try to force, in some way, the Socratic prohibition, that impossibility to bring back in writing the vivid and open orality of the philosophical dialogue, which the small pupils discovered, and made discover, in all its beauty. Introductory Note by Michele D'ignazio.
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