La disumanizzazione dell'arte
Questo testo, pubblicato nel 1925, è un tentativo di comprendere il rinnovamento introdotto nell'arte dalle avanguardie del primo Novecento – anche nei risvolti sociologici anticipando le celebri e profetiche analisi di Ortega sulla massificazione. L'arte nuova, senza trascurare quella spagnola e in particolare Picasso, si oppone al romanticismo e al realismo caratterizzandosi come irreale: rappresenta la negazione del passato come ideologia, concepisce il gesto artistico come un gioco, usa la metafora come forma mimetica e individua nell'ironia una peculiare attitudine dissacrante. Rispetto alla crisi socio-politica e culturale spagnola ed europea della prima parte del secolo scorso, rappresenta una possibile speranza di salvezza rispetto all'opprimente serietà della vita reale.
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