Filologia e storia
Nel 1914, all'età di ventisei anni, appena nominato professore di Filologia classica all'Università di Basilea, Werner Jaeger tenne un'importante conferenza intitolata Filologia e storia, nella quale riflette sul ruolo degli studi classici in un'epoca storica di grave crisi spirituale e culturale. Con richiami a Nietzsche, e rifacendosi a categorie concettuali del dibattito ermeneutico dell'epoca, Jaeger mira a staccare nettamente la filologia classica dal sapere storicistico, in nome di una concezione idealizzata e classicista, qualificando la sua disciplina come “sacerdotessa e custode” dei beni della tradizione antica, nonché portatrice di un formidabile potenziale educativo. Sono idee che prefigurano quello che negli anni successivi diventerà il programma del cosiddetto Terzo Umanesimo, movimento che negli anni Venti del secolo scorso si proponeva il rilancio della cultura classica nella modernità.
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