Il cuoco dell'Alcyon

Il cuoco dell'Alcyon

Il cuoco dell'Alcyon: «...una Iliade di guai». A 25 anni dal suo esordio ne La forma dell'acqua ritorna Montalbano più avventuroso che mai | Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell’orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell’azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l’inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l’apparizione nebbiosa di «’na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell’inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L’Alcyon [...] aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo ’ndispensabili e po’ scompariri». Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l’ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei [...]».«... An Iliad of woe. " At 25 years of its onset in the form of water returns Montalbano more adventurous than ever | Everything is undecidable, dream and reality, true and false, mask and face, farce and tragedy, hallucination and organized theatricality of moves and mocking Countermoves, in this thriller that imposes on the reader, shadowed by doubt and brought by hand inside the light Fosca and elbows Of horror, a slow reading of the relentless rhythm of the action. Everyone is working to recite, in the novel: which opens dramatically with the layoffs of the employees and workers of a hull factory run by a vicious and without restraint, said Giogiò; And with suicide, in the squalor of a shed, of a father of desperate family. From here they depart and begin the intricate plots and the madornality of a story that includes, by «Stations», the dismantling of the commissariat of Vigàta, the sultry solitude and wrathful of the overwhelmed Montalbano, the dismay of Augello and Fazio (and even of the ramshackled Catarella), the inexplicable plot of the Federal Bureau of Investigation, the misty apparition of «' na Granni Navi sailing», Alcyon, a schooner, a phantom vessel, that you do not know what hides in its belly of cetacean (a Bisca? A bordello animated by procacious escort? A most disturbing secret?) And that evokes all a literature and a cinematography of Buccaneers behind which it is the icy mind of a Corsair, or a more updated Office Manager Hell and manager of the crime and disgust. «The Alcyon [...] Aviva the beautiful bitudes of Ristari Dintra to a port the minimum ' Ndispensabili and Little disappeared». The novel has, in the suggestion of a dream, a left moon eclipse that looms (told to the Bernanos) on «Great Cemeteries». The tortuosity of the narrative is feverish. Takes the reader to the throat. It disorientates it with the lateral angles; And, above all, with the tragicomic of masquerades and misconceptions between furious mimes rigged by a magician of facial manipulation. Amazing is the duo Montalbano-Fazio. The Commissioner and the chief Inspector recite as two expert ' comedians '. "Count me what happened," says Montalbano at some point to Fazio. And in that "Contami" you hear an ancient epic resonate with "Cantami": "Sing Me, O Diva, of the pelide Achille the disastrous wrath that Infiniti had inflicted on the Achaeans [...]".
 
Prezzo: € 14,00

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