Alla riscossa stupidi
«E mentre bagnavo i biscotti nel latte mi accorgevo che, a volte, le cose sono molto più semplici di quanto immaginiamo. Basta un clic, come un interruttore. Una decisione per fare accadere tutto. Non servono miracoli. È sufficiente scegliere.» Fabbio è solo in una stanza. Attende. Non accade nulla, eppure tutto si muove: ricordi, ferite, lampi di felicità. Gli ultimi tre anni delle scuole medie sono stati terribili, un compagno lo ha scelto come bersaglio, trasformando i giorni in un rituale di umiliazione. Lui non ha saputo reagire, ha imparato a rimpicciolirsi e a dubitare di sé, a provare vergogna per non essere abbastanza forte. Forte come un uomo. Intorno, Cornigliano, delegazione operaia di Genova alla fine degli anni Settanta: smog, terrorismo, scioperi, l’eroina, e poi la madre che scivola nella depressione, il padre chiuso nel proprio silenzio, i fratelli già cresciuti, la morte misteriosa di un coetaneo. Mentre il mondo si incrina, Fabbio cerca rifugio altrove: videogiochi e robot giapponesi, passioni che promettono un coraggio immaginario, perfino nell’amore impossibile per la protagonista di un cartone animato “da bambine”. Poi arriva la musica: la scoperta di Franco Battiato è una fenditura nella realtà, un varco per una dimensione oltre il grigio. Avrà Fabbio il coraggio di attraversarlo?
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