Moneta internazionale. Un piano per la libertà del commercio e il disarmo finanziario
Pochi economisti del Novecento godono di una fama pari a quella di John Maynard Keynes: da sempre associato a strategie di espansione fiscale, investimento pubblico, spesa in deficit, intervento dello Stato, le sue teorie si sono rivelate ispirazione profetica per filosofi, teorici e politici contemporanei. Quest'opera raccoglie gli interventi scritti all'inizio degli anni quaranta su mandato del governo britannico, nel tentativo di disegnare un nuovo ordine economico internazionale: un progetto audace, volto allo sviluppo di un commercio libero ed equilibrato fra i paesi del mondo, che avrebbe reso inutili i mercati valutari e finanziari e condotto a una pace duratura, fondata sulla stabilità economica; non una lotta tra paesi in surplus e paesi in deficit, ma un mercato basato su un principio di responsabilità collettiva e universale. Al centro del suo disegno c'è una nuova moneta internazionale non accumulabile chiamata «bancor», uno strumento di «disarmo finanziario» da affiancare al disarmo vero e proprio. Gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l'imposizione della proposta statunitense e l'adozione del dollaro come moneta internazionale, lasciarono il progetto di Keynes nel regno delle possibilità e consegnarono i decenni successivi all'espansione ipertrofica e incontrollata della sfera finanziaria e ai crescenti squilibri globali. Moneta internazionale ci permette di scoprire un'utopia realizzabile che avrebbe potuto cambiare la storia del Novecento.
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