Il ritorno di Vladimir Ilic

Il ritorno di Vladimir Ilic

Ramon è un mite pensionato, che con esemplare docilità tollera le vessazioni di una nuora arcigna e se la cava come può con la miseria che il governo gli elargisce ogni mese.Nemmeno Mastretta è più un giovanotto, e deve rinunciare a scalare i muri dell'ospedale psichiatrico in cui è rinchiuso perché, come dice lui con un sospiro: "Non ho più sessant'anni". Vladimir Ilic (sì, proprio come Lenin) è un ragazzino sbandato: tra un elettroshock e l'altro approfondisce le sue già vaste conoscenze in materia di fumetti e filosofia, trova il modo di turbare e sedurre l'algida psichiatra incaricata di rieducarlo e segue con sguardo affettuoso e preoccupato le imprese del suo fratellone, un intellettuale pentito, fanaticamente deciso a riscattarsi con un'azione terroristica ad alto rischio. Sono solo un trio di sballati in cerca di amore e libertà, ma ritroveranno la gioia di vivere architettando insieme una mirabolante rapina ai danni di una banca.Un vasto e multicolore coro di guardie crudeli e ladri coraggiosi, torturatori e vittime, servette disponibili ma non troppo e padroni vanesi, giovani ribelli e pensionati al gerovital accompagna le imprese dei nostri improbabili banditi. E tutti contribuiscono a dipingere il quadro di una Buenos Aires straziata, ma non piegata, da una feroce dittatura.
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