Essere un corpo vissuto. Una prospettiva neofenomenologica
Di quale corpo parliamo quando siamo allegri o tristi, pimpanti o stressati? Quando non ci sentiamo bene, nonostante le analisi mediche non rilevino nulla di patologico? Quando tentiamo di descrivere come ci sentiamo qui e ora? Muovendo dalla distinzione filosofica, prima di tutto fenomenologica e antropologica, tra corpo vissuto e corpo fisico, il libro ne traccia la storia da Schopenhauer a Schmitz, passando per Nietzsche, Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, e molti altri. Il libro fornisce un supporto indispensabile per qualsiasi disciplina (filosofia, teoria sociale, antropologia, psicopatologia, ecc.) che intenda esplorare fenomenologicamente la dimensione dell'embodiment prescindendo sia dal costruttivismo culturalista sia dal riduzionismo neuroscientifico.
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