Vittoria Lippi

Vittoria Lippi

"A Villa Massimo, dai secondi anni Cinquanta, Vittoria Lippi, vicino a Brunori ma nel suo carattere fortemente pronunciato senza subirne un'influenza artistica reale, vive la propria avventura creativa nell'alveo di un'evocatività lirica che muove appunto dal clima "astratto concreto" per sciogliersi poi in una effusività più diretta, di qualche sintomo di partecipazione informale. Una vicenda i cui sensibilmente differenziati momenti (...) l'articolata ricerca storico-critica analitica sviluppata dalla Pedace, su materiali sempre di prima mano e a diretto contatto con le opere, ricostruisce in tutti i suoi passaggi e nella sua stessa fortuna critica (che muove appunto da un'attenzione autorevole di Venturi e da un partecipe impegno testuale del giovane Calvesi). Una ricerca che è approdata infine anche alla composizione di un'ipotesi di catalogo generale della sua opera pittorica, indubbiamente caratterizzata in modi personali e di autentico fondamento poetico." (dalla Prefazione di Enrico Crispolti)
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