Il pensiero conforme. Per una critica costituzionale del «politicamente corretto»

Il pensiero conforme. Per una critica costituzionale del «politicamente corretto»

La tesi del volume è che il politicamente corretto abbia ormai assunto una sua propria valenza giuridica, oltreché ovviamente storica e sociologica. L’opera di moralizzazione del linguaggio, attraverso la pratica di schemi di interdizione semantica e di inveramento di ortodossie tematiche tipiche, nella concretezza tocca e trasforma infatti alcuni pilastri del costituzionalismo a muovere, appunto, dalla libertà di espressione del pensiero. L’idea è che il politicamente corretto non razionalizzato e, dunque, non enucleato nella sua capacità restrittiva, stia progressivamente diventando una forma occulta e insinuante di prevaricazione e di limitazione di tale libertà costituzionale, determinando nella pratica un’inedita sorta di “funzionalizzazione” di tale diritto fondamentale e nuove categorie di discriminazione. Prefazione di Natalino Irti.
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