Spore

Spore

Tutta un'epoca compressa in pochi flash. Pagine di block notes strappate frettolosamente. I ricordi del narratore si confondono nei sogni spesso incubi che egli fa sul proprio passato. Da questa confusione emergono temi e vicende riferibili a una quotidianità ordinaria ma fatti oggetto di uno scavo mentale quasi archeologico. Costruito sulla tecnica del flusso di coscienza, "Spore" è un romanzo di formazione e deformazione. Quella che costruisce Luca Zeno è una realtà, ancora una volta, deformata, sfaccettata, straniata. Italiano e dialetto fondono e allo stesso tempo scandiscono la narrazione; l'uso dell'uno o dell'altro avvicina o allontana gli eventi, dilata o restringe il tempo della memoria. Così l'alternarsi di sonno e veglia, razionale e irrazionale, passato e presente appare come l'unica, possibile chiave di lettura: solo con un caleidoscopio ci si può guardare dentro e provare a comprendersi, o semplicemente a raccontarsi. Su tutto, inoltre, l'ambivalenza con cui viene percepito il "passato-paradiso perduto": da un lato mondo meraviglioso e felicità irripetibile, dall'altro inferno angosciante che continua a perseguitare il narratore.
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