Di notte

Di notte

"La parola è volutamente ermetica, scarna, disadorna, essenziale, eppure carica di suggestioni e allusioni sinestetiche dovute a un sovrapporsi e mutarsi continuo delle percezioni sensoriali chiamate in causa. Sono parole che se tagliassimo a fette gronderebbero sangue, lacrime e sudore. Parole che arrivano dalla pancia e ci colpiscono al volto per la loro onestà e immediatezza. Il significato non è veicolato da una costruzione sintattica rigorosa, vera e propria mastaba della poesia, ma dalle immagini evocate. Il fascino di questa lingua, che sgorga diretta dalla sorgente pura dell'inconscio e si rovescia sul foglio bianco superando il controllo razionale, censore e negatore, risiede nelle sequenze brevi, nell'alternanza di calma ed enfasi e nel volteggiare perpetuo di un senso del tragico puntualmente demistificato da un respiro gioioso di possibilità." (dalla prefazione di Giuseppe Palladino)
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