Piccolo guasto alla centrale del tempo. Cronache (quasi) immaginarie

Piccolo guasto alla centrale del tempo. Cronache (quasi) immaginarie

«Questi racconti appartengono a pieno titolo al filone del realismo magico italiano (che ha avuto tra i suoi esponenti Bontempelli, Buzzati, Landolfi, Palazzeschi): percorrendo il territorio liminale tra realtà e immaginifico, insinuano il dubbio che le due dimensioni siano molto più prossime di quanto non si creda. La frase pronunciata da una sconosciuta in "Un incontro incancellabile" e un'improvvisa amnesia nella "Memoria" diventano la traccia dell'inquietudine sotterranea propria di ogni amore; l'arroganza degli acquirenti sfocia nel grottesco nel "Cliente è sempre cannibale", che pure descrive atteggiamenti comuni a ciascuno di noi; "Birra" ci proietta verso un futuro in cui gli uomini vivono in cunicoli sotterranei, poiché ogni spazio aperto è stato privatizzato; "La voce del dovere" irride la prudenza ansiosa di un ufficiale, mentre "L'egoista immortale" rivela l'orrore di una vita senza fine; "Un'ora nel treno", in cui un uomo ha perso improvvisamente la possibilità di intendere i suoi interlocutori, è invece un'ironica e angosciante metafora sulla solitudine».
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