I ragazzi della Resistenza
Quando si parla dei cosiddetti “Ragazzi di Salò” diventa inevitabile domandarsi cosa sarebbero l’Italia e il mondo se avesse vinto il nazifascismo che aggredì mezza Europa con guerre e occupazioni, leggi razziali, lager di sterminio, regimi dittatoriali, prigionia per chi dissentiva, anche solo a parole. Tutto ciò non può essere dimenticato né confuso in equivoche equiparazioni di tutto e di tutti. Perché ci fu chi è stato per la dittatura e chi per la libertà, chi si mise al servizio dei tedeschi occupanti, autori di tante stragi efferate, e chi si oppose tenacemente. Dunque non erano tutti uguali. Il libro di Primo De Lazzari, il partigiano “Bocia”, documenta il sangue versato da ragazzi e ragazze (studenti, operai, contadini, montanari) e le sofferenze delle famiglie sconvolte dalle conseguenze della guerra fascista. E documenta, in particolare, la lotta partigiana dei giovanissimi, sedicenni e diciassettenni, che non hanno esitato a sacrificare la propria vita per riscattare l’onore nazionale e costruire una nuova Patria, libera e giusta (Prefazione di Massimo Rendina).
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