The walking dead o il male dentro

The walking dead o il male dentro

Una realtà apocalittica, un mondo ostile. È saltato ogni vincolo comunitario, cancellata ogni forma di tecnologia. La natura ha ripreso il sopravvento. Rimangono dei superstiti a combattere contro "gli ambulanti" ("thè walkers"), zombie che hanno i connotati umani, ma sono solo delle pure macchine biologiche, affamate e violente. Rimangono i superstiti umani, chiamati a dover ricostruire una vita normale tra solitudine, famiglia e comunità. La narrazione è carica di tensione, il pericolo è sempre in agguato, la morte è un'ospite che arriva senza essere annunciato. Non ci si può fidare di nessuno. A regnare è la violenza e la paura. Il successo planetario di The Walking Dead non sta nel sangue, negli zombie e nelle sequenze splatter. La serie racconta le paure del mondo contemporaneo, ne delinea i conflitti e cerca per quanto possibile di trovare una soluzione. Il saggio, il primo in Italia, ha l'obiettivo di disegnare l'impalcatura concettuale implicata nella narrazione. Dalla visione della serie emerge infatti una vera e propria filosofia popolare che nasce nel mondo degli zombie ma parla, in un gioco di specchi metaforici, al mondo d'oggi, toccando tre sfere chiave della popsophia: la comunità, la cultura e la tecnologia.
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