Operazione Massacro
«Uno dei fucilati è ancora vivo». Questa è la frase che sente per caso in un caffè di La Plata il giornalista, scrittore di gialli e appassionato di scacchi Rodolfo Walsh. Il 9 giugno 1956 i generali Tanco e Valle si ribellano alla giunta militare che aveva deposto il presidente Perón nel settembre dell’anno prima. La loro rivolta viene brutalmente e illegalmente repressa e, in una discarica alla periferia della capitale, un gruppo di civili – alcuni vagamente collegati alla cospirazione, altri completamente estranei – viene fucilato ancor prima che venga dichiarata la legge marziale. Nessuno ne parla, ma voci di corridoio sostengono che almeno uno di questi uomini si sia salvato. Insieme alla collega Enriqueta Muñiz, Walsh comincia a seguire piste, scova i sopravvissuti, ma anche vedove, orfani, rifugiati politici, fuggitivi, presunti informatori ed eroi anonimi, per scoprire cosa è successo davvero quella notte e documentare il sanguinoso caso di terrorismo di Stato che è passato alla storia come «Operazione Massacro». Pubblicato originariamente a puntate sulla rivista Mayoría nel 1956 e riunito in forma di libro l’anno successivo, Operazione Massacro rappresenta ancora oggi un’insuperata lezione di giornalismo, un’inchiesta che si legge come un romanzo e il testamento di un uomo che ha dedicato la propria vita a denunciare i soprusi.
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