L'oro di Tabarca. Eredità contese, delitti e congiure tra Genova e Tabarca al tempo di Andrea Doria e di Dragut

L'oro di Tabarca. Eredità contese, delitti e congiure tra Genova e Tabarca al tempo di Andrea Doria e di Dragut

Con questo volume, Pier Guido Quartero dà inizio ad una trilogia tabarchina che si sviluppa sullo sfondo della storia di Genova e dell'area mediterranea nel corso di due secoli. Tra la metà del '500 e la metà del '700, infatti, si svolge l'epopea della comunità pegliese trasferitasi per la pesca del corallo e del tonno sull'isola di Tabarca, vicino a Tunisi, e infine insediatasi, dopo diverse peripezie, a Carloforte e Calasetta, nelle isole Sulcitane. Nel 1546, Gian Luigi Fieschi tenta inutilmente di spingere i Genovesi alla rivolta contro Andrea Doria e la Spagna, sua alleata. Il fallimento della congiura, in cui lo stesso Gian Luigi muore per un banale incidente, coinvolge anche un giovane innocente, Giovanni Pittaluga, tradito dai fratellastri, i quali vogliono usurparne l'eredità materna. A Giovanni non rimane che la via della fuga: dopo una serie di peripezie raggiungerà Tabarca, dove da pochi anni si è installata la fattoria dei Lomellini per la pesca del corallo. Nello scontro con i fratellastri e poi nella fuga, lo aiutano Lorenzo, un servo fedele, e il vecchio mentore Diego Prefumo, cordaio, erborista e, in gioventù, mozzo sulle navi di Colombo, il quale gli sarà compagno nell'avventura tabarchina. Sull'isola, Giovanni trova l'amore e nuove avventure, riuscendo in qualche modo a superare le avversità che il destino gli pone davanti. La narrazione si conclude, però, lasciando un filo non annodato: Don Diego promette al suo giovane amico di fargli recuperare un tesoro...
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