Oriani e la narrazione della nuova Italia

Oriani e la narrazione della nuova Italia

Nella cultura del secondo Ottocento, Oriani e Carducci sono responsabili dell'elaborazione di una logica populista, per molti aspetti simmetrica, nella quale gli strumenti della comunicazione e della scrittura letteraria concorrono al disegno della "costruzione di un popolo". Mentre Carducci conquistò nell'età umbertina il centro del canone, Oriani fu un escluso e un solitario murato nella marginalità della provincia. Ma per la generazione successiva, investita dalle filosofie della crisi, i rapporti si rovesciarono e lo scrittore romagnolo divenne il precursore del nazionalismo (più tardi del fascismo) e della guerra coloniale. Il volume presenta una prospettiva complessiva sulle opere di Oriani inscritte nella nascente tradizione dell'Italia postunitaria. Uno sguardo attento è rivolto alla produzione giovanile, nel clima di sperimentazione e ricerca formale degli anni Settanta, caratterizzati dalla diffusione del feuilleton, dallo sviluppo dell'industria editoriale, dalla professionalizzazione del giornalismo. L'analisi insiste sull'evoluzione ideologica e stilistica in relazione al mutare del contesto storico, fino alla rigorosa evidenza espressiva dei romanzi della maturità, in particolare "Vortice e gelosia".
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