Una vita sensata

Una vita sensata

In quell'indimenticabile primavera del 1926, in Bretagna, Flora Trevelyan aveva dieci anni e uno sguardo magnetico e indagatore sotto le lunghe ciglia. Là, su quelle spiagge deserte e battute dal vento, quella bambina schiuse i suoi grandi occhi su desideri e paure, scoprendo corpi e gesti pieni di mistero. Flora guardava il mondo che la circondava e non sapeva di essere osservata. Fu così che conobbe Cosmo e Hubert e Felix, tre ragazzi della buona borghesia inglese, come lei venuti in Bretagna a trascorrere le vacanze di Pasqua. I tre ragazzi scoprirono in lei tutta l'inquietudine e l'emozione del suo animo ingenuo e maturo, del suo corpo ancora acerbo. E Flora, intensamente, li amò. Gli anni e i drammi della vita potranno forse separare Flora dai suoi tre amanti, ma anche farglieli ritrovare. Il legame che li unisce, tempestoso o malinconico, crudele o felice, è intenso, intenso come il miracolo di una "vita sensata".
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