Compagni di solitudine. Una educazione intellettuale

Compagni di solitudine. Una educazione intellettuale

Cosa si leggeva a "destra" quando la Destra era un tabù? Quali erano gli scrittori di riferimento, i romanzi "epocali", i classici dell'ideologia? Com'era il percorso intellettuale di un non conformista del suo tempo, a disagio nel reducismo dei vinti, ostile alla retorica dei vincitori, una Sinistra onnipresente che monopolizzava autori ed editori?'Compagni di solitudine' racconta le scelte, le identificazioni, le "trasgressioni", le confessioni letterarie di un figlio del secolo, meglio, di un figlio del dopoguerra, appassionato di politica quando ancora si aveva di politica una concezione rivoluzionaria. Drieu, Malreaux, Lawrence, Saint-Exupéry, Hemingway, Céline, Morand, Gerbault, Chatwin, Thesinger, Rimbaud, Debray, de Roux, Ehrenburg, Munzenberg, sono la personalissima biografia intellettuale che Stenio Solinas scandisce, capitolo dopo capitolo, in questo libro. Una biografia che si intreccia a tentazioni evoliane, jungeriani "trattati del ribelle", tolkeniane "terre di mezzo" dove rifugiarsi per fuggire un'Italia che, così com'era, non piaceva. Una cavalcata sul filo della mamoria fra tradizionalismo, esoterismo, rivoluzione conservatrice, radicalismo neofascista e comunista, lungo trent'anni della nostra storia vissuti dalla "parte del torto" nel sogno di una destra che quando è arrivata si è rivelata un incubo.
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