La vita culturale dell'America moderna
Arrogante e plebea, xenofoba e perennemente ripiegata su sé stessa: così si presenta l’America ottocentesca a Knut Hamsun, sbarcato nel Nuovo Mondo tra il 1882 e il 1888. Altro che progresso e democrazia! Ad attendere gli emigranti che attraversano speranzosi l’oceano è il condensato di un patriottismo d’accatto, fatto di parate e proclami altisonanti, veicolato dalla sola aristocrazia nota agli statunitensi, quella del denaro. La "vita intellettuale" è scandita dai rotocalchi e dalle cronache locali, artefici di una costruzione identitaria posticcia, cosmopolita ma intimamente provinciale, giovane ma già vecchia. Quello tracciato dal futuro Nobel per la Letteratura è il ritratto impietoso di un Paese controverso, diverso ma uguale a quello che oggi ambisce a reggere i destini del pianeta.
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