Silenzio a Montevideo
«In questo libro troviamo sotto forma di discorso un radicale e disarmato coraggio esistenziale». Dario Voltolini Il resoconto di alcuni giorni vissuti a Montevideo, quando una situazione di estrema tensione, di totale incertezza, si abbatte su un uomo in viaggio in una città lontana. I voli per l’Europa sono limitati e presto non sarà più possibile spostarsi a causa della pandemia da Coronavirus. Il protagonista decide di consegnarsi, con l’immaginaria compagnia di Jorge Luis Borges, alla città, alle atmosfere sospese e a tratti surreali del lockdown, di abbandonarsi a lunghe passeggiate e a qualche incontro, immerso nelle piacevolezze montevideane, come in un sogno a occhi aperti. A caccia della segreta sostanza della città, nel vuoto incombente degli alberghi e delle piazze, nella douceur dei paesaggi, nel silenzio, nell’incanto del mattino e della sera. Senza riuscire ad avere, all’inizio, una percezione effettiva delle circostanze in cui è precipitato tutto il mondo, l’uomo si affretta, poi, nel lasciare la città appena in tempo, prima della cancellazione di ogni volo. La sublimine opera postuma di uno scrittore estremamente raffinato.
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