Dolce vita. 1959-1979

Dolce vita. 1959-1979

Un paese che non fa i conti con il passato è un paese che non può affrontare il futuro. E questo il senso della storia dal sapore dolce-amaro e dal fascino tenebroso di un fine-regime che non finisce mai raccontata dall'ultimo Gattopardo italiano. 1959. "La dolce vita" di Federico Fellini fa scandalo in un'Italia pudibonda sottomessa alla Chiesa ma che, grazie alla Palma d'Oro ottenuta dal film al festival di Cannes nel 1960 e al successo di pubblico, sembra segnare l'inizio di un'epoca di promesse di libertà. 1969. Una bomba esplosa alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano fa tredici morti. E un massacro, il primo di una lunga serie che vedrà l'Italia funestata dalla violenza del terrorismo. 2010. Il principe Malo si confida con un giovane sacerdote, Saverio. Compiuti 85 anni, sa che non gli resta molto da vivere. Nel corso della confessione ripercorre la sua esistenza dissoluta e quella di un'aristocrazia decadente incline ai piaceri del sesso e ai giochi di potere, e svela tutti i segreti, gli scandali e le follie di cui è stato attore o testimone negli anni più ricchi di fascino e di tragedie dell'Italia del dopoguerra. Dolce vita è il romanzo dell'Italia tra il 1959 e il 1979. Gli scandali morali e finanziari, le Brigate Rosse, il rapimento e l'assassinio di Moro, lo stupro di Franca Rame, le eliminazioni violente di Mattei, De Mauro, Pasolini, Dalla Chiesa, Pecorelli, Calvi, i servizi segreti deviati, la P2, la CIA, Cosa Nostra, Marcinkus e il Vaticano.
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